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Lunedì, 03 Marzo 2014 00:00

CAFFÈ DELLA PACE SCANDALOSAMENTE SFRATTATO

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Omniroma-BOTTEGHE STORICHE, ANTICOLI (CNA): CAFFÈ DELLA PACE SCANDALOSAMENTE SFRATTATO
(OMNIROMA) Roma, 03 MAR - “L’incapacità di conservare l’ultimo prestigioso salotto romano da parte del Governo, del Comune, dell’Istituto Teutonico Santa Maria dell’Anima proprietario dello stabile e non ultimi della Cna Roma Città Storica e dell’Associazione Botteghe Storiche di Roma delle quali sono il presidente, da oggi sarà sotto gli occhi increduli del mondo”.

Così, Giulio Anticoli, presidente di Cna Roma Città Storica e dell’associazione Botteghe Storiche di Roma che prosegue. “Riconosciuto Bottega Storica, Locale Storico d’Italia (targhe oggi senza nessun valore), presente in tutte le guide turistiche del mondo - prosegue la nota - l’Antico Caffè della Pace, viene scandalosamente cacciato dalla piazza che lo ha ospitato per oltre 100 anni, per lasciare spazio a qualcosa che sicuramente spegnerà le luci eleganti di quella piazzetta dove Ungheretti Monicelli Fellini e tanti altri, hanno consumato i loro tè, traendo magari ispirazioni da quel contesto, del quale l’Antico Caffè ne è stato sempre il principale protagonista. Non si accetteranno lacrime, né messaggi di commiserazione o solidarietà, da parte di chi non ha saputo o voluto fare altro che dare una pacca sulla spalla della signora Serafini, proprietaria del prestigioso locale”. “Quello che si appresta a chiudere definitivamente i suoi battenti - si legge ancora nella nota - non è semplicemente un bar, ma uno dei più importanti simboli di questa città perché da più di un secolo, oltre a raffigurare un’attrattiva turistica pari a quella dei monumenti più rappresentativi (per le sue storiche stigliature incorniciate da un’imponente edera di notte illuminata dai romantici lampioncini del Caffè), ha il grande valore aggiunto di essere la testimonianza di una Roma scomparsa, ma che in qualche modo in quegli spazi magicamente rivive. Il mio fallimento come romano de Roma, che non avrà saputo difendere la sua città, come italiano, che non sarà riuscito a tutelare un simbolo del patrimonio del suo Paese e come presidente di un importante Associazione e di una ancora più importante Confederazione sindacale, che non sarà riuscito a difendere le decine di posti di lavoro che andranno persi, con la chiusura dei portoni dell’Antico Caffè, sarà conclamato, come lo sarà quello di coloro che ancora possono fare qualcosa per evitare che esso scompaia per sempre. Dopo la libreria Amore e Psiche, la Casa delle Bambole, pelletteria Piferi, Libreria Croce e tanti altri!, anche l’antico Caffè viene SFRATTATO, da un Paese che non sa difenderlo e conservarlo, orbo dell’ennesimo danno culturale che va ad infliggere alla sua Capitale. Altro che crisi!”.

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