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Mercoledì, 12 Marzo 2014 00:00

Appello a Napolitano per Caffe' Pace

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Cedono passo a fast food. Appello a Napolitano per Caffe' Pace (di Paola Lo Mele) (ANSA) - ROMA, 12 MAR -Nel 2003 le botteghe storiche a Roma erano 670 ma gi ultimi dati ne registrano appena 422 con una flessione del -37%. E il declino, complice la crisi, continua e tutto a favore di fast food, pizzerie, rosticcerie.

E' la triste parabola delle attivita' artistico-tradizionali del centro di Roma, in gran parte botteghe storiche: sartorie, laboratori orafi, ceramisti, camicerie e vetrai. I dati arrivano dalla Cna della Capitale, impegnata da lungo tempo nel rappresentarle e sostenerle. L’ultima mossa: una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ' salvare' un antico Caffe' che rischia di chiudere i battenti, il Caffe' della Pace. La falce della crisi e del caro affitti negli ultimi anni si e' abbattuta con particolare forza su pelletterie e falegnami del centro storico, il cui numero si e' piu' che dimezzato: - 56% le prime, -52% i secondi. A ruota seguono i ceramisti, il cui numero e' calato del 50% in nove anni, e i corniciai e vetrai, del 43%. Una tendenza inversa si registra sul fronte della ristorazione veloce (pizzerie, rosticcerie, eccetera) che si allarga nel I municipio, passando dai soli 48 esercizi nel 2003 ai 153 del 2012, guadagnando un incremento percentuale del 219%. "I dati parlano chiaro – dice Giulio Anticoli presidente Cna Roma Citta' Storica e associazione Botteghe Storiche -: mentre molte botteghe storiche spariscono in silenzio, le attivita' di somministrazione veloce (quindi non parliamo di cucina tradizionale) aumentano del 219%. Il centro storico sta diventando un fast food a cielo aperto. E spuntano come funghi attivita' che non fanno parte della tradizione romana, come negozi di souvenir di qualita' molto bassa". Perche' di contro chiudono le botteghe storiche? "Soprattutto a causa del caro affitti – risponde Anticoli – e del calo dei consumi legato alla crisi economica. A questo si aggiungono altri fattori come il carico dell’Imu che, ad esempio, quest’anno aumentato. Recentemente ha chiuso la Libreria Croce, una delle librerie storiche piu' antiche e importanti di Roma che aveva ospitato personaggi come Pasolini e Moravia, la cappelleria Vigano', la libreria Amore e Psiche. E ora rischia di chiudere il Caffe' della Pace che non e' un' attivita' commerciale ma un bene monumentale della citta' di Roma. Ci siamo appellati a tutte le istituzioni, dal Comune di Roma fino alla Presidenza della Repubblica affinche' questo scempio non avvenga". Proprio Anticoli, infatti, ha inviato una lettera al Capo dello Stato sostenendo che "la chiusura per sfratto dell' Antico Caffe' della Pace rappresenterebbe per Roma la privazione di un monumento storico e culturale inaccettabile. Chiedo un suo importante cenno da unire al coro di Roma Capitale e della senatrice Valentini, che si sta spendendo per noi". Per trovare una soluzione alla vicenda del Caffe' della Pace si sta impegnando anche l’amministrazione capitolina di Ignazio Marino. "Le botteghe storiche – spiegano dal dipartimento alla Roma Produttiva di Marta Leonori – sono l’anima del centro storico di Roma. Con gli strumenti a disposizione dell’amministrazione comunale, pur se con scarse risorse, ci stiamo impegnando per salvaguardarle e sostenerle il piu' possibile. Tra le misure in campo l’introduzione di queste attivita' in circuiti turistici". (ANSA) YJ4-TZ 12-MAR-14 13:59 NNN

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