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Venerdì, 09 Gennaio 2015 09:41

Farinacci Calzature, Guido Consorti: "Sono nato dentro una scatola di scarpe"

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“Sono nato dentro una scatola di scarpe, fino al nono mese mia madre saliva sulla scala con me...” Questa la testimonianza di un uomo che ha, insieme a tutta la sua famiglia, dedicato la vita a far crescere sempre di più e a 360 gradi la sua Bottega, fino a renderla un must per i clienti. Il suo nome è Guido Consorti ed è il proprietario di 'Farinacci Calzatue' sito in Piazza Annibaliano 16.


 

Buongiorno Guido, mi racconti di lei...

“Buongiorno! A differenza dell'insegna del negozio che è Farinacci, il mio cognome è Consorti in quanto mia madre nel 40 aprì questo punto vendita da signorina e solo nel 42 si sposò con mio padre, Francesco Consorti. Nonosstante tutto però io per molti clienti, qualche volta per gli amici, sono Farinacci”.

Mi racconti del periodo storico...

“Negli anni '40 c'era la guerra e mia madre si inventò la vendita rateale per ovviare al problema economico della gente. Poi purtroppo nel 45-46 subimmo un furto; nonostante avessimo un allarme portarono via tutto, lasciarono solo le scarpe della vetrina. Una cugina si affacciò sentendo il rumore ma i ladri le dissero che erano del negozio e di non preoccuparsi. I miei continuarono le attività facendosi fare le 'compagne' dalle aziende e pian piano ricominciammo. Dal quel momento fino al 1958 mio padre dormì sempre nel negozio.

Perchè sua madre aprì proprio un negozio di scarpe?

“Mia mamma a 13 anni partì dall'Umbria e venne a Roma per lavorare; trovò impiego come commessa di calzature per una bancarella in Piazza Vittorio. Poi nel tempo frequentò i migliori negozi di settore, molti gli proposero di fare la direttrice però lei era intenzionata ad aprire un'attività propria”.

Che problemi ha comportato la crisi?

“Una diminuzione imortante del fatturato. Adesso la gente aspetta i saldi ma per venire incontro alla clientela abbiamo avviato la vendita dell'e-commerce; è un lavoro estremamente duro, infatti è come gestire un secondo negozio”.

La gente riconosce la storicità della vostra attività?

“Noi siamo stati i primi ad aprire e siamo il negozio storico, c'è una fideilizzazione del cliente, spesso tornano le nonne con i nipoti ricordando l'omaggino della pallina che gli avevamo dato quando erano piccole. Una volta una signora ci ha detto che odiava questo negozio perchè la madre la torturava a comprare le scarpe brunate, quelle correttive, tuttavia viene spesso a ritrovarci”.

Quali marchi trattate?

"Per volontà le calzature di qualità le abbiamo sempre avute. Trattiamo Melluso, Geox, Nero Giardini e poi la nostra specializzazione sono i numeri particolari; vengono da tutta Italia ad acquistare perchè abbiamo dal 32 al 46 per la donna e dal 36 al 52 per l'uomo. Siamo stati anche sponsor della nazionale di basket quando giocò a Copenaghen".

Progetti per il futuro?

“Adesso stiamo cedendo giustamente l'attività ai figli Elisa e Marco; la prima si è laureata in Scienze della Comunicazione con il massimo dei voti, ha lavorato per grandi aziende di lusso a Milano e a Londra e ora già lavora a pieno ritmo nell'attività di famiglia. E' una vera imprenditrice e un'attivista nella zona, organizzando eventi che puntano a rendere superbo il rapporto con il cliente e riqualificare l'intera zona. Mio figlio ha iniziato da non molto, ha prima dato sfogo ai suoi interessi ma già si impegna molto. Sono fiero di loro perché sono sicuro che faranno grandi cose insieme!”

Luca Bagaglini

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