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Giovedì, 19 Febbraio 2015 10:00

Trattoria Coriolano: benvenuti in casa Guerra

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Appena si entra è come fare un tuffo nel passato, gli arredi piacevoli ed eleganti riempiono gli occhi, poi una signora si avvicina e ti aiuta a togliere la giacca come accadeva in quel dì. In un attimo si viene avvolti da un calore umano che difficilmente si trova nelle catene di montaggio chiamate “business food”. 

 

 

Trattoria Coriolano, sita in Via Ancona 14, a due passi da Porta Pia (opera di Michelangelo Buonarroti su incarico di Papa Pio IV), è il ritrovo prediletto degli amanti della tradizione e del buon gusto, il luogo giusto dove spaziare dalla terra al mare con la certezza di trovare una qualità superba.

L'impronta familiare, la cucina tipicamente romana, un'atmosfera accogliente, un ambiente caldo, un odore di legno che colora le pareti. Fra boiserie, quadri e ricordi vari, un sapore di ieri mantecato con i gusti di oggi. Questo è uno di quei rari posti in cui si ha la sensazione di sentirsi in una casa accogliente, come solo la propria può essere, ma con in più uno staff ineccepibile grazie alle gentili padrone  di casa, che sanno scoprire e soddisfare i desideri e le ambizioni di tutti i palati, ed uno chef che, con affinata professionalità, è in grado di mescolare sapientemente materie prime genuine con innovazione e tradizione. 
Di proprietà da tre generazioni della Famiglia Guerra di Amatrice, Trattoria Coriolano nasce nel marzo1935 come tipica fiaschetteria romana con licenza di somministrazione e vendita di alimenti e bevande, per poi trasformarsi nel ristorante dall'aspetto elegante con i sottopiatti d'argento, i bicchieri di cristallo e la tovaglia di lino. Del passato ha conservato solo il meglio: l'atmosfera, la tradizione, la genuinità e il prezzo.

CORIOLANO NELLA LEGGENDA – Da Coriolano si respira la storia : già il nome ha origini antiche, ricordando un uomo politico nonché valoroso generale al tempo delle guerre contro i Volsci. Coriolano invase inizialmente con quest'ultimi il territorio romano conquistando numerose città e solo l'invio delle matrone romane, tra cui la madre, riuscì a placarlo portandolo al ritiro dell'esercito dei Volsci.
Coriolano è anche una tragedia di Shakespeare e del poeta e drammaturgo austriaco Heinrich Joseph von Collin il quale, insieme a Beethoven, creò una ricercata opera d'arte che mette in scena  i valori e i misfatti umani e che conduce lo spettatore in un ritmo alternato tra dramma e passione. L’Ouverture del Coriolano fu composta da Beethoven nei primi mesi del 1807. Concepita come intermezzo alla tragedia omonima, divenne in realtà brano a se stante e non componimento di inizio dello spettacolo teatrale.

LA STORIA - L'attuale ristorante Trattoria Coriolano apre il 29 marzo del 1935 in un locale a due porte di un fabbricato edificato alla fine dell'800 dall'Istituto Romano di Beni Stabili. La famiglia Guerra arriva a Roma per avviare il proprio commercio appena terminata la Prima Guerra Mondiale, quindi in un periodo in cui la città era debilitata da anni bui e si impegnava nel volgere lo sguardo al futuro. Il commercio sarà caratterizzato da un aspetto fondamentale. Infatti, essendo di origine amatriciana, la famiglia si muoveva man mano che scendeva la neve e quindi, trattandosi di 160 Km da percorrere a cavallo o a piedi, il viaggio a o da  Roma durava quasi una settimana e la permanenza a Roma andava dai primi di ottobre a fine marzo.
La maggior parte delle attività amatriciane, per lo più volte nel campo  dalla vendita di prodotti  alimentari e della ristorazione, nella capitale duravano dall’inizio della  stagione autunnale alla fine di quella invernale, mentre per la restante parte dell'anno o venivano vendute o date in gestione. E' proprio con una di queste attività che nonno Amedeo ha iniziato il commercio oleario. Una signora voleva aprire un ristorante a pochi passi da dove abitava la Famiglia Guerra e cioè a Piazza Alessandria (allora Piazza Principe di Napoli) , ma non aveva le forze economiche per farlo, così il Signor Amedeo  lo aprì e lo dette a lei in gestione. Nel 1946 l'Istituto Beni Stabili ne ha veduto le mura e Guerra le comprò.

LA CRISI - Questo è un ristorante che non conosce la crisi,  nonostante il calo del lavoro. Il paragone, però, è inevitabile con gli anni '60 e '80, quando Trattoria Coriolano era tra i primi ristoranti di Roma, tra i più ricercati dalla clientela. Era proprio qui che si trovavano il tartufo, la caccia o i primi sapori dell’incedere delle stagioni e di un certo tipo.

L'AMATRICIANA - L'amatriciana, pasto tipico dei pastori di Amatrice che durante il periodo estivo portavano le pecore al pascolo sui monti ed avevano con sé il guanciale e la farina, oltre al pecorino che preparavano in loco, ha quindi come ingredienti l'acqua, la farina, il guanciale, il pecorino e se si ha un po' di pepe: niente altro (né olio, né tantomeno cipolla o, peggio,  aglio!!!) e nemmeno gli spaghetti. Con acqua e farina veniva fatto un impasto simile a quello degli strozzapreti o delle orecchiette. L'amatriciana è quindi nata “ bianca” , ma ora a Roma viene chiamata “Gricia”.
Solo in seguito, quando è arrivata a Roma,  sono subentrati gli spaghetti o  i bucatini ed  è diventata “ rossa”  con l’aggiunta del pomodoro, dato che certo i pastori non avevano pomodoro da sciupare aggiungendolo  ad un piatto di per sé ottimo e, oltretutto, completo per soddisfare le loro esigenze alimentari.

Luca Bagaglini

Read 2360 times Last modified on Lunedì, 02 Marzo 2015 22:55
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